Esposizione 2012



“LA NATURA”

a cura di Mario Romanini
in collaborazione con il Comune di Desenzano del Garda (BS) e Ca' la Ghironda - ModernArtMuseum di Zola Pedrosa (BO).



Galleria Civica Gian Battista Bosiodesenzano
13 Ottobre - 4 Novembre 2012

Desenzano del Garda (Brescia)

I lavori che contraddistinguono, rendono originale e pressochè unico Giancarlo Abeni rispondono al desiderio e alla voglia di Natura che l'uomo moderno, immerso in una società febbricitante ed eccitata, in "non luoghi" anonimi e di nessuno, sente, ricerca e anela.

Davanti ad una tela di questo artista si rimane incantati ad ammirare la forza, il groviglio inestricabile ed il mistero della vegetazione intatta e vergine che ispira e riflette il nostro desiderio di "primitività", di contatto e di immaginifico: cosa si cela dietro quel groviglio raschiato sulla tela, segnata riportando così in luce le strutture naturalistiche? La fantasia e l'emozione di ciascuno di noi va alla scoperta di queste sperimentazioni che portano davanti a campagne argentate, acque limpide, ciuffi d'erba dipinti minuziosamente con tratto fermo e perfetto.

L'uso del colore, talvolta acceso e brillante, talvolta cupo e denso, rimanda all'essenza della nostra anima e alla duplicità e molteplicità che ci avvolge e circonda: un immersione totale in un mondo che ognuno è libero di interpretare in modo proprio e personale.

Laura Biondani


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Ca' la Ghironda - ModernArtMuseum
zola pedrosa
Spazio - Atelier
11 Novembre - 1 Dicembre 2012
Ponte Ronca di Zola Pedrosa (Bologna)

Nell'osservare la pittura di Abeni non è facile definirne la collocazione. Mi viene infatti immediatamente spontanea piuttosto che l'affannosa ricerca proprio di una collocazione nell'ambito di una critica classista, una mia personale attrazione verso il "segno" di quest'artista, un gesto di grande personalità, rapido e graffiante, quasi stilizzato al punto che più di un'impronta gestuale appare all'occhio dell'osservatore quasi come un richiamo, una staffilata sulla tela, un simbolo di hartunghiana memoria o, forse meglio, una rappresentazione bidimensionale e grafica del taglio sulla tela di Lucio Fontana.

Certamente il segno assieme al colore sono la vocazione di Abeni e con esso la giusta rappresentazione del suo talento, un talento che, al contrario dei due maestri che di primo acchito mi sono venuti in mente dall'osservazione dei suoi lavori, trova radice, matrice, anzi, e fonte d'ispirazione nella natura, nei suoi paesaggi, nei suoi elementi e, cosa che mia attrae ancor di più, nella solitudine dei suoi silenzi.

Una pittura forse triste, quindi, o semplice? Tutt'altro.

Ricordo l'apprezzamento che Giorgio Celli aveva manifestato sulla pittura di Abeni, una pittura di grande gioco proprio su paesaggi – secondo una tecnica a metà via tra espressionismo ed impressionismo - comunque poveri di soggetti iconici ma che proprio il sapiente calibro e la raffinata eleganza del segno e la pulizia del colore riescono a esaltare (quasi a tradurre in immagini l'onirismo leopardiano) e a far sì che i contesti di brughiere assolate o di paludi innevate risultino equamente caldi, affascinanti, sinuosi, quasi sensuali, direi, e in costante "movimento".

Ciò a voler testimoniare che non è necessario dimostrare ottime capacità artistiche attraverso la proposta di un'astrazione ostinata e complicata, né mediante una complessa figurazione.

In un'opera di Abeni c'è tutto quel che ci può attrarre e affascinare. C'è infatti un modo di fare pittura che ci conduce per mano in una chiara lettura d'intenti, in una ben strutturata capacità di elevate prestazioni tecniche e, soprattutto, c'è la poesia dell'estetica e della semiotica grazie ad un'efficace e, definirei, finalmente bella figurazione naturalistica sensibile e moderna.

Vittorio Spampinatoca la ghironda
Ca' la Ghironda - ModernArtMuseum